Al comune della Collina d'Oro sono state consegnate 3.184 firme per chiedere che venga preservato il lembo di paesaggio dove visse Hermann Hesse a Montagnola. Salvarlo dalla cementificazione. Hesse, nato nel 1877, venne qui da noi nel 1919. Abitò in un modesto appartamento nella Casa Camuzzi fino al 1931, e da quell'anno nella Casa Rossa fino alla morte nel 1962. Da notare: Hesse visse 85 anni, di cui 42 tra Germania e Svizzera tedesca, e 43 a Montagnola. Oggi, migliaia di persone chiedono di valorizzare il terreno attorno alla casa, per rispetto alla fama mondiale di Hesse scrittore (nell'ultimo secolo probabilmente il più diffuso internazionalmente di tutti quelli di lingua tedesca), perché si era radicato nel nostro paese, e perché la sua celebrità attira consensi, lettori, visitatori.
Per la nascita del Museo Hesse, situato nella Torre Camuzzi contigua alla Casa Camuzzi, dobbiamo ricordare nominalmente Heiner Hesse e Jean Olaniszyn. Heiner era figlio dello scrittore. Olaniszyn è organizzatore culturale ed editore (Ed. Le Ricerche, Losone). Essi fondarono il Museo H. H. che venne aperto a Montagnola il 2 luglio 1997. Oggi Heiner non è più fra i viventi. In realtà la qualifica di fondatore del Museo Hesse spetta a Olaniszyn, per l'ideazione e l'iniziativa, gli apporti concreti e l'impegno costruttivo. Il risultato rimane perfettamente attuale.
Per capire il senso dell'operazione in corso bisogna mettere a fuoco i rapporti tra Hesse e l'ambiente. Il nonno paterno dello scrittore esercitava la professione di medico nei territori tedeschi sul Baltico. Il padre Johannes fece però i suoi studi a Basilea, nell'organizzazione di missionari protestanti denominata Basler Missiongesellschaft. Con ciò, la famiglia Hesse entrò nella Confederazione. Il nonno materno, Hermann Gundert, a sua volta fu missionario e mediatore culturale nell'India meridionale-occidentale, poliglotta, traduttore, autore anche di un vocabolario inglese-malayam. La presenza di argomenti asiatici e specialmente indiani nell'opera di H. Hesse, non proviene da curiosità turistiche o fantasticherie, ma dalla serietà morale e religiosa dell'ambiente culturale in cui la famiglia era inserita. Da qui deriva la spiritualità di Hermann Hesse, non dogmatica, indipendente dalle chiese istituzionali, fondata nell'interiorità e nella libertà dell'anima. Hesse sposò Maria Bernoulli, della famiglia di illustri scienziati di Basilea. Durante la prima guerra mondiale si occupò dell'assistenza ai prigionieri di guerra. Si trasferì nel Ticino, frequentò i colleghi ed amici di Ascona, poi scelse Montagnola. Cercava un luogo isolato davanti alla natura - è in essa che la divinità si fa sentire nel mondo. Appartiene a questi anni la serie di acquerelli che dipinse come terapia psicologica, è ragguardevole il fatto che sono quasi tutti paesaggi ticinesi. Il nostro paese gli piaceva! Lo conosceva attraverso lunghe passeggiate a piedi. A Montagnola scrisse le sue opere mondialmente più note. L'ultima estate di Klingsor si svolge tra località chiamate Laguno e Manuzzo, evidentemente Lugano e Muzzano. Siddharta è del 1922, libro che a distanza di novant'anni è tuttora ritradotto e ristampato in una cinquantina di lingue. Solo nella traduzione in italiano ha superato le cinquanta edizioni (ed. Adelphi). Quante saranno tutte le edizioni in tutte le lingue in cui Hesse fu tradotto? Quanto dura una moda? Cosa è una moda che non passa mai di moda? Se un libro dura novant'anni, non è una moda, è una continuità storico-culturale. Seguono Il lupo della steppa , Il giuoco delle perle di vetro .
Circostanza politica decisiva: egli volle, chiese e ottenne nel 1924 la cittadinanza svizzera. Era il luogo che amava e dove amava lavorare, ma c'era anche una potente ragione politica. Un grande paese come la Germania stava scivolando nelle tenebre orrende del nazismo. Se ne accorse vari anni prima che Hitler prendesse il potere, e con chiarezza se ne distanziò. Hermann Hesse fu un predicatore di pace e di tolleranza, di dialogo interculturale, interetnico e interreligioso. Volle essere svizzero, ticinese, montagnolese, per motivi spirituali, civici, culturali.
Una cosa da notare bene è la seguente. L'interesse per i luoghi di Hesse non contempla soltanto la casa, o le due case successive. Riguarda anche il territorio. Infatti lo ha dipinto e descritto in varie opere. Leggiamo Ore in giardino : racconta i lavori nell'orto, la terra intimamente legata alla persona. Questa importanza del territorio locale la conferma il Museo e la ribadisce la Fondazione Hermann Hesse che lo gestisce. Ecco la dimostrazione. Il Museo Hesse organizza con periodicità regolare a partire dalla Torre Camuzzi due passeggiate culturali: una della durata di circa due ore e mezzo, l'altra della durata di 30 minuti. Tutt'e due comprendono nel proprio programma la Casa Rossa e il terreno immediatamente circostante! Ciò significa riconoscere che quest'area fa parte diretta dell'eredità storica e culturale di Hesse. Non per nulla, qui nel territorio arriva gente in visita da tutti i cinque continenti. Sarebbe un grave errore e un masochismo insensato se proprio ora la progressiva demolizione del paesaggio ticinese dovesse colpire anche l'attualità di Hermann Hesse.
Giuseppe Curonici, già direttore della Biblioteca cantonale di Lugano
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