Foto Teleticino
Per qualcuno è un apostrofo rosa tra le parole "ti amo", per qualcun altro è il gesto più tenero che può legare due persone, ma per altri ancora è una pratica sconveniente, poco igienica e alla quale comunque è buona educazione non indulgere in pubblico. Si tratta del bacio, segno quasi universale di affetto e di fratellanza, se non di appassionato trasporto.
A questo tenero rituale ora è dedicata addirittura una giornata internazionale, che si celebra venerdì 6 luglio in tutto il mondo.
I significati che si attribuiscono al contatto delle labbra di due persone, o anche più semplicemente delle labbra di una con qualsiasi parte del corpo di un'altra, sono molto diversi a seconda del contesto e delle diverse culture. In molte parti del mondo, soprattutto nei Paesi Occidentali, il bacio è una comune manifestazione di affetto, ma anche di amore, passione, amicizia, rispetto. In tempi più lontani, però, il bacio era utilizzato per suggellare un contratto, il cosiddetto "baciatico", e sanciva il diritto della fidanzata a ricevere una donazione dal fidanzato. La consuetudine discendeva da un'usanza di epoca romana, l'"osculum interveniens", con il quale si sanciva il diritto della fidanzata a ricevere in donazione metà dei beni ricevuti in regalo, in caso di morte del fidanzato.
Anche se è inteso più semplicemente come forma di saluto o come scambio di effusioni tra persone, il bacio ha rituali molto differenti nei diversi luoghi del mondo. In molti Paesi europei e dell'America Latina, quando si incontra, ci si scambiano uno o due baci, porgendosi a vicenda le guance; in Francia però, i baci sono per lo più tre, anche se in alcune regioni si può arrivare a quattro o cinque. Tre baci sono lo standard anche nei Paesi Bassi e in Belgio, ma il triplo bacio è tipico delle culture ortodosse, in particolare in Ucraina e Serbia, (ma non in Romania, Bulgaria e Grecia). In questo caso il bacio non mira ad esprimere affetto, ma esclusivamente un saluto.
foto GettyIn Cina, invece, il bacio è off limits per motivi di igiene, mentre in Giappone è considerato un'usanza poco educata se eseguita in pubblico. Lo stesso vale in alcune regioni dell'Africa: in Kenya. Presso la tribù Samburu di Barsaloi, le labbra devono essere utilizzate esclusivamente per mangiare. Ancora più intransigenti i Masai, che considerano il bacio un gesto impuro.
Tra le usanze più curiose, oltre alla celebre abitudine degli eschimesi che esprimono affetto strofinando le punte dei nasi, con labbra serrate e gli occhi chiusi, ricordiamo che in Thailandia, Il bacio coinvolge anche l'odorato: si appoggia la punta del naso vicino alla bocca dell'amato e inspira lentamente e profondamente. Quanto più lungo e delicato è il respiro, più è prezioso il bacio. Più "carnale" è il bacio in Papua Nuova Guinea: per i Trobiander, un popolo dei Mari del Sud, ad esempio, il bacio consiste nel mordicchiare sia le sopracciglia che un ciuffo di capelli del proprio compagno. Il gesto è molto sensuale ed è severamente vietato in pubblico. In Nuova Zelanda, invece, gli indigeni esprimono il loro affetto abbracciandosi e accostando le rispettive fronti fino a sfiorarsi con la punta del naso.
Fonte: www.tgcom.it
>>> Blogga l'articolo