Il Vaticano sa ancora comunicare?
Comunicazione della Chiesa, in occasione della giornata delle comunicazioni sociali, che nel 2012 ha come tema Silenzio-Parola. Lo spunto è un recente incontro all'Università di Lugano sulla comunicazione del Vaticano, e proprio ai tre partecipanti, Marcello Foa, direttore generale di TiMedia, Andrea Tornielli, vaticanista de La Stampa, Lorenzo Cantoni, facoltà di Scienze dalla comunicazione Lugano, e al direttore del Giornale del Popolo, Claudio Mésoniat, abbiamo chiesto cosa sia successo, dal profilo della comunicazione, nel passaggio da Papa Giovanni Paolo II a Benedetto XVI.
Con Giovanni Paolo II e il suo capo della sala stampa Joachim Navarro Valls, psichiatra, la comunicazione della Chiesa aveva fatto un salto incredibile. 20 anni fa a Lugano ai giornalisti cattolici, Navarro Valls aveva detto che ai media bisogna dare più di quanto hanno bisogno, così pubblicheranno quello che diciamo noi, e lo faceva davvero.
Poi con Benedetto XVI tutto sembra tornato come una volta e le gaffe della comunicazione vaticana si sono moltiplicate, dalle biografie dei cardinali copiate col copia incolla da Wikipedia o ancora peggio, il ritardo di una settimana nel fornire la traduzione anche in arabo di un discorso importantissimo e delicatissimo per i rapporti col mondo musulmano come quello di Ratisbona. Ma cosa è successo in Vaticano e soprattutto cosa continua a succedere?
Novena di Pentecoste in Ticino - I Carismi, doni dello spirito per l'utilità comune
Andrea Millacci, addetto stampa del Rinnovamento nello Spirito santo in Ticino, ci presenta l'appuntamento annuale della Diocesi con la Pentecoste, nella grande veglia presieduta dal Vescovo.
A preparare questo appuntamento, nove serate in varie Chiese del Cantone, con momenti di adorazione eucaristica e annuncio su altrettanti carismi ancora attuali nella vita della Chiesa, dai miracoli alla liberazione, dal discernimento degli spiriti al canto profetico, dall'insegnamento alla rivelazione o carisma di conoscenza, dall'interpretazione profetica all'evangelizzazione, per giungere, nella veglia solenne a contemplare il Carisma della Fede.
"Babele il Mistero delle parole"
"Babele il mistero delle parole" è la rubrica che sostituisce in televisione il "Vangelo in casa", che resta a disposizione online per chi lo voglia consultare. (Vedi sotto)
Babele è la mitica torre, in realtà un tempio, che nella Bibbia rappresenta il gesto di superbia di un popolo arrogante che pretendeva di raggiungere il cielo, origine della confusione delle lingue del mondo, in cui le parole diventarono estranee, così che gli uomini smisero di comprendersi fra loro.
Al di là del mito, vi è una indicazione importante, che anche oggi ci riguarda, cioè la difficoltà di comprendere le parole che usiamo, specie se appartengono ad una cultura diversa.
Per questo nella rubrica "Babele, il mistero delle parole" don Giorgio Paximadi e Dante Balbo cercano di scavare sotto la superficie dei termini, per coglierne la straordinaria ricchezza o demolirne la banalizzazione.
La parola scelta dai commentatori, che ci parlano immersi nel paesaggio “virtuale” - disegnato in 3D col computer - della Mesopotamia ove la torre di Babele sorgeva, è: Nome.
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