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Ora il Fox Town rischia grosso. Perché se il Centro Ovale di Chiasso dovesse chiudere alla domenica - per parità di trattamento - dovrebbe capitare lo stesso anche al Fox Town di Silvio Tarchini. Ma andiamo con ordine. E facciamo un passo alla volta.
Il caso del Centro Ovale
Lo scorso 30 marzo il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha concesso, dopo il periodo sperimentale di sei mesi, l’autorizzazione dell’apertura domenicale per il Centro Ovale di Chiasso sulla base dell’art. 10 lett. f) del Regolamento di applicazione della Legge cantonale sul lavoro, che regolamenta esclusivamente le aperture dei negozi e che richiede di comprovare l’attrattiva economica dell’apertura domenicale per una sua autorizzazione. Si tratta della stessa base legale che autorizza l’apertura domenicale del Fox Town Factory Store e di altri 4 negozi e che, come tale, deve essere applicata in base al principio della parità di trattamento. Questa decisione, basata sulla legislazione cantonale, non comporta, come noto, un’automatica autorizzazione all’impiego del personale che è invece regolamentato dalla legge federale sul lavoro (LL). E’ in questo senso compito dei singoli negozi chiedere tale autorizzazione alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Già nel mese di marzo del 2009 la SECO aveva comunicato all’autorità cantonale di aver preso atto che i negozi autorizzati ad aprire non adempiono alle prescrizioni legali per l’impiego di personale la domenica ma, in considerazione del fatto che le aperture domenicali potevano contare sul consenso dalle parti sociali, si tollerava una situazione di per sé non aderente alla Legge federale sul lavoro. Nella stessa lettera la SECO ha inoltre reso attenti sul fatto che, in caso di conflitto, un'eventuale deroga non sarebbe sostenibile dinanzi alle istanze giudiziarie.
Lo scorso 17 febbraio il sindacato UNIA ha scritto all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, con copia alla SECO quale Autorità di alta vigilanza sull’applicazione della Legge federale sul lavoro, chiedendo d’intervenire per ripristinare la legalità nell’occupazione domenicale dei lavoratori presso il Centro Ovale a Chiasso, ma senza richiedere analoga verifica presso gli altri centri commerciali e negozi pure aperti la domenica. Questa lettera ha inevitabilmente riaperto l’annosa questione dell’occupazione domenicale del personale.
Il 28 febbraio 2012 il Consiglio di Stato ha quindi scritto al capo della Direzione del lavoro della SECO, che la direttrice del DFE ha poi incontrato a Berna il 2 marzo, al fine di valutare nuovamente la situazione e discutere misure volte a chiarire alcuni aspetti legali. La SECO ha in seguito riconfermato, con lettera del 22 marzo 2012, quanto già espresso nel summenzionato scritto del marzo 2009.
Nelle ultime settimane il sindacato UNIA e il deputato al Gran Consiglio Matteo Pronzini sono nuovamente intervenuti chiedendo all’Ispettorato del lavoro di procedere ai controlli sul lavoro domenicale che la legge federale delega ai Cantoni. Contestualmente all’atto parlamentare presentato, il deputato dell’MPS ha inoltre presentato una denuncia al Procuratore generale John Noseda con una lettera aperta accusando l’autorità cantonale di non svolgere il compito di organo di controllo e di esecuzione della Legge sul Lavoro che la legge stessa le attribuisce. In seguito a questa situazione risulta evidente che è venuto meno quel fondamentale consenso delle parti sociali che aveva permesso alla SECO, e di riflesso al Cantone, di tollerare una situazione sostanzialmente illegale che interessa, per un basilare principio di parità di trattamento, tutti i negozi aperti alla domenica e non solo, ovviamente, il Centro Ovale a Chiasso come vorrebbe far intendere il Signor Pronzini.
Per questi motivi il DFE ha deciso di procedere agli accertamenti sul rispetto delle norme della Legge federale sul lavoro. Tali verifiche comportano una procedura che è iniziata oggi con la richiesta, inviata a tutti i negozi che hanno ottenuto un’autorizzazione cantonale di apertura domenicale, dei piani di lavoro dal mese di gennaio fino alla fine di aprile 2012, così da poter accertare se vi sia stata o meno occupazione di personale la domenica e, nel caso di risposta affermativa, la presentazione della relativa autorizzazione della SECO.
Dopo questa prima fase di raccolta dati sarà possibile, se provata l’occupazione di personale la domenica o in giorno festivo parificato, richiamare i datori di lavoro al rispetto delle norme fissando un termine entro il quale adeguarsi (art. 51 cpv. 1 della LL).
Parallelamente il DFE continua la collaborazione con la Deputazione ticinese alle camere federali per la presentazione di un atto parlamentare a livello federale per proporre una diversa regolamentazione delle eccezioni al lavoro domenicale contemplate nella Legge federale sul lavoro. La proposta non intende mettere in discussione il principio del divieto del lavoro domenicale ma, a condizioni molto restrittive, dovrebbe consentire l’impiego del personale in fattispecie particolari determinate dalla specifica realtà economica, commerciale, turistica e di zona di confine.
Il problema, venuto a cadere il consenso delle parti sociali, non può essere infatti risolto a livello cantonale ma unicamente intervenendo con una revisione delle norme federali che regolamentano il lavoro domenicale. Non sarebbe infatti sostenibile, così come richiesto in pratica dal sindacato UNIA, non rispettare il basilare principio costituzionale della parità di trattamento.
Tarchini: "Chiesto appuntamento con Laura Sadis"
E a seguito del comunicato stampa del DFE Silvio Tarchini, ha richiesto oggi "un appuntamento con Laura Sadis - si legge in una nota stampa di Tarchini Group - per meglio comprendere la posizione del Dipartimento".
E nel caso che il Fox Town dovesse dover chiudere alla domenica, Tarchini ha già anticipato che molto verosimilmente il centro commerciale chiuderà i battenti a Mendrisio per riaprire in Italia, poco lontano dal confine.
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