Bellinzona si ribella al limite di 65 decibel imposto all’interno dei locali pubblici dall’ordinanza municipale. Sono infatti oltre 200 i ricorsi al Consiglio di Stato interposto contro il provvedimento. Il limite è contemplato nell’ordinanza federale contro l’inquinamento fonico ma fa riferimento al rumore esterno. Secondo i ricorrenti mancherebbero dunque le basi legali per l’applicazione dell’ordinanza.
Oltre a questo è stata aggiunta una nuova motivazione. Infatti il limite dei decibel si riferisce alla musica e non, per esempio, ai televisori accesi durante gli avvenimenti sportivi.
Una quarantina di questi ricorsi sono giunti dagli esercenti della Capitale, tramite l’associazione di categoria GastroTicino.
I rimanenti sono invece pervenuti da privati cittadini i quali, tra l’altro, hanno dato vita sabato sera ad un “botellón” in Piazza del Sole per manifestare il loro disappunto.
In ogni caso, pur essendo i ricorsi un atto dovuto, GastroTicino predilige ancora i dialogo e sono previsti incontri tra le parti per trovare una soluzione allo spinoso problema.
Questo provvedimento, ricordiamo, è un’eredità del vecchio Esecutivo rimasto in carica fino al 1. aprile con Sindaco Brenno Martignoni.
MM