La LAMal (legge sull'assicurazione malattie) in vigore dagli Anni Novanta prevedeva fra l'altro il contenimento dei costi della sanità. Questo obiettivo è manifestamente fallito: dal 1996 i costi hanno subito una crescita annua superiore al 5% e sono a tutt'oggi raddoppiati. Conseguenza? Più di un terzo degli assicurati riceve sussidi per pagare i premi delle casse malati, con enormi costi per l'ente pubblico. Che fare quindi?
Il Parlamento, visti i costi crescenti del sistema sanitario e sulla base di studi che ne rimettevano in discussione la sostenibilità, ha riveduto la LAMal in modo da incentivare il ricorso a modelli di cure integrate, già in parte diffusi soprattutto nella Svizzera tedesca. L'obiettivo della riforma in votazione il 17 giugno è di coordinare le cure mediche in modo da garantirne la qualità ma rendendole meno costose. Come? Gli operatori sanitari creano reti di cure integrate che sottoscrivono un contratto con le casse malati, per offrire agli assicurati la copertura finanziaria delle cure. I medici e altri operatori sanitari inseriti nella rete di cure integrate dovrebbero assumere anche una corresponsabilità finanziaria delle prestazioni sanitarie fornite. Se i costi risultassero superiori al budget stabilito, sarebbero chiamati a risponderne personalmente. La riforma non impone agli assicurati l' obbligo di aderire ad una rete, ma chi non lo facesse e volesse continuare a scegliere liberamente il proprio medico, sarebbe penalizzato. La sua partecipazione ai costi passerebbe dall'attuale 10% al 15%, per un tetto di 1.000 franchi (oggi 700) all'anno. Chi aderisce resta invece al 10%. Come si vede, il tema tocca da vicino tutti ed è molto delicato. Non si rischia il razionamento delle cure per chi aderisce? E per quale motivo uno dovrebbe aderire, visto che non ci guadagna, rispetto alla situazione attuale? Il sistema non introduce una salute a due velocità?
A discuterne, Piazza del Corriere - moderata da Moreno Bernasconi con la sua assistente Nadia Lischer - ha chiamato il vicepresidente dell'Ordine dei medici Nello Broggini, l'ex presidente dell'OMCT Guido Robotti, lo specialista di salute Bruno Cereghetti e la presidente della Società di ecografia della Svizzera italiana Maria Grazia Canepa.
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