CARITAS INSIEME | 30.03.2012 | 17:06
 
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Il Beato Giovanni Paolo II

Tutti i sabati alle 18:00 il programma di informazione e riflessione

Il Beato Giovanni Paolo II nel ricordo di chi lo ha conosciuto

A sette anni dalla nascita in cielo del Beato Giovanni Paolo II, Caritas Insieme ha ascoltato i ricordi di chi lo ha conosciuto, cogliendo gli aspetti meno noti al grande pubblico. I nostri ospiti Ombretta Fumagalli Carulli (Università Cattolica di Milano), S.Em. Stanislaw Card. Rylko (Presidente Pontificio Consiglio per i laici), Prof. Francesco d'Agostino (Università di Roma "Tor Vergata"), Prof. Giuseppe della Torre (Rettore Università Lumsa) e S.E.Mons. Tadeusz Pieronek (Già Segretario Generale della Conferenza Episcopale Polacca), hanno toccato le corde del grande patrimonio che Giovanni Paolo II ha lasciato in eredità, mettendone in luce lo spessore globale.

4 parte - Lotta al gioco d'azzardo con il film "Bluff" - 5 incontri con Daniela Capitanucci presidente dell'associazione - Azzardo e Nuove Dipendenze (A.N.D)

Il film belga Bluff di 39 min affronta il tema del gioco d'azzardo fra gli studenti liceali, con un ritmo e un linguaggio da videoclip. È stato tradotto in italiano da Caritas Ticino che lo mette a disposizione in 5 parti, confezionate con altri interventi per cercare di capire meglio questa piaga giovanile che, nelle suo forme evolute, come il gioco online, trova sempre più adepti. In studio con Roby Noris, a commentare e tradurre in realtà come quella italiana e svizzera, Daniela Capitanucci, psicoterapeuta, presidente della associazione italiana AND (Azzardo & Nuove Dipendenze), con i contributi di Tazio Carlevaro, Psichiatra e membro del GAT (Gruppo Azzardo Ticino), e di Cecilia Verheyden, giovane regista belga del film Bluff.

"Babele il Mistero delle parole"

"Babele il mistero delle parole" è la rubrica che sostituisce in televisione il "Vangelo in casa", che resta a disposizione online per chi lo voglia consultare. (Vedi sotto)
Babele è la mitica torre, in realtà un tempio, che nella Bibbia rappresenta il gesto di superbia di un popolo arrogante che pretendeva di raggiungere il cielo, origine della confusione delle lingue del mondo, in cui le parole diventarono estranee, così che gli uomini smisero di comprendersi fra loro.
Al di là del mito, vi è una indicazione importante, che anche oggi ci riguarda, cioè la difficoltà di comprendere le parole che usiamo, specie se appartengono ad una cultura diversa.
Per questo nella rubrica "Babele, il mistero delle parole" don Giorgio Paximadi e Dante Balbo cercano di scavare sotto la superficie dei termini, per coglierne la straordinaria ricchezza o demolirne la banalizzazione.
La parola scelta dai commentatori, che ci parlano immersi nel paesaggio “virtuale” - disegnato in 3D col computer - della Mesopotamia ove la torre di Babele sorgeva, è: Kenosis



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