Carceri e voli illegali sopra i cieli europei, sequestri di persona. Ieri sera al Canvetto di Lugano Dick Marty ha ripercorso alcune delle operazioni più inique messe in atto negli ultimi 10 anni dai servizi segreti americani in nome della lotta contro il terrorismo, con il beneplacito di molti stati europei.
“Un modo di fare giustizia per nulla efficace”. Illegalità che non sconfiggono il male, anzi. Per il senatore liberale provocano quella simpatia nei confronti di chi semina il terrore tanto temuta dal generale Dalla Chiesa, assassinato insieme alla moglie nel 1982.
Marty e Bernard Bertossa erano gli oratori del primo Incontro democratico. I due erano invitati a parlare di giustizia. E così è stato, senza alcun cenno alle polemiche sorte all’indomani della nascita dell’associazione. L’ex giudice del tribunale penale federale ha parlato del segreto bancario e della discussa distinzione tra frode e evasione fiscale.
È stato piuttosto il tema dell’elezione dei magistrati a scaldare gli animi dei due oratori. Per Bertossa è giusto che continuino ad essere i partiti a proporre le candidature. Marty è invece preoccupato. “Pur rispettando le sensibilità politiche, non è accettabile l’aritmetica in questo campo” ha dichiarato, spiegando che con l’attuale ripartizione dei posti basata su regole eccessivamente matematiche, si rischia di nominare magistrati meno competenti. “Magistrati che senza dichiarazioni di appartenenza ai partiti difficilmente vengono eletti” ha aggiunto.
Bisogna riconoscere che fino a non tanto tempo fa i partiti hanno dimostrato grande senso di responsabilità nelle scelte dei candidati. Mi sembra di avvertire oggi, anche a livello federale, dei segnali preoccupanti”, ha concluso Marty.
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