TICINO | 08.07.2009 | 17:45
 
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A scuola sbarca la "storia delle religioni”

Accordo tra Chiesa e Cantone. Si sperimenterà una nuova impostazione dell’insegnamento religioso in III e IV media

Sull'insegnamento della religione - tema controverso che divide opinione pubblica, aree di pensiero e partiti - si punta sulla sperimentazione. La linea è frutto di un accordo raggiunto nel corso di un recente incontro tra il ministro dell'educazione Gabriele Gendotti, il vescovo di Lugano Pier Giacomo GrampaPaolo Sala per la Chiesa evangelica.

Il compromesso - che potremmo definire storico - era indispensabile per risolvere la situazione di stallo in cui il Cantone si é trovato dopo la consultazione avviata a inizio 2007. Ben 39 enti si sono espressi - con posizioni radicalmente divergenti e conflittuali - sulle proposte formulate dalla Commissione che il Governo istituì 5 anni fa con il mandato di riformare l'insegnamento religioso nelle scuole medie.

Così, Gendotti, il Vescovo e Sala hanno tagliato la testa al toro e si sono lasciati con una stretta di mano. Fumata bianca, insomma, dal comignolo delle Orsoline.

La sperimentazione, che inizierà nell'anno scolastico 2010-2011, durerà tre anni e coinvolgerà una trentina di classi di terza e quarta. Agli allievi di terza media verrà proposta l'alternativa tra un corso - per così dire laico, gestito dal Cantone - di storia delle religioni e il corso tradizionale gestito dalle Chiese. Agli allievi di quarta verrà invece proposto unicamente un corso di storia delle religioni. I contenuti di questo insegnamento verranno elaborati da una Commissione composta da rappresentanti del Dipartimento, delle autorità ecclesiastiche e da esperti. Tale Commissione dovrà pure definire le sedi scolastiche da coinvolgere e il materiale didattico da utilizzare. Individuerà pure i tre o quattro docenti di storia delle religioni.

Ma una Commissione non basta. Il Governo ne istituirà una seconda, incaricata di verificare e seguire la sperimentazione, redigendo un rapporto intermedio annuale. Alla fine dei tre anni sperimentali si deciderà il da farsi. Il Vescovo Grampa si dice soddisfatto per l'accordo raggiunto: qualunque proposta che migliori la situazione attuale va vista positivamente e affrontata senza pregiudizi. Vedremo cosa sarà poi meglio scegliere, conclude.



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