La questione è approdata in Pretura. I rifiuti e gli schiamazzi notturni, scrive stamane il CdT, fuori dal bar Oops di Lugano hanno originato un conflitto tra l’amministrazione dello stabile e il proprietario del bar, che pare oramai insanabile. Ma occorre fare qualche precisazione. Parola di Araldo Ravetta, titolare del bar Oops. “Sì, perché i reclami arrivano da poche persone e riguardano più che altro questioni che non dipendono direttamente dal bar. Ma indirettamente da esso, perché il ritrovo finisce per attirare tante persone, che poi magari al bar non ci vengono neanche. E dovrebbe essere l’autorità a risolvere queste problematiche. Noi possiamo dialogare con la nostra clientela. Ma a cinquanta metri dal bar… non abbiamo mica il distintivo”.
Ma non ci sono solo schiamazzi. Secondo il proprietario dello stabile, infatti, la lista è lunga. “In particolare - ci dice ancora Ravetta - si riferisce alle spese di pulizia, ai danneggiamenti sulla facciata dello stabile, al bivacco davanti alle vetrine del negozio, agli aggregamenti di persone, al vociare e agli schiamazzi nelle ore serali”. E la colpa sarebbe interamente della clientela del bar, e quindi del bar stesso. “Il padrone di casa ha deciso che la responsabilità è nostra”, precisa il titolare del bar.
E prosegue: “Ma schiamazzi e rifiuti provengono da altre fonti: sono giovani che si aggregano nella zona dell’uni e non sono propriamente avventori del bar Oops. Sono persone che si comprano lattine e vengono a consumarle in zona”.
“La dura vita dei vicini del bar Oops”
“Schiamazzi notturni erano all’ordine del giorno, con gli avventori del bar che sostavano a bere e a parlare ad alta voce. Musica ad alto volume che proveniva dal bar e riecheggiava per la strada, rumori di vetri infranti, di motorini, stereo di auto lasciate in mezzo alla strada mentre i proprietari entravano nel bar. Il tutto fino a notte fonda. Un incubo”. A dircelo Stefano Avanzo Barbieri e Alessandra Litta Modignani che abitano vicino al bar. E che anche loro vogliono fare alcune precisazioni.
“Vedevamo gente che assumeva sostanze stupefacenti dentro e fuori dal bar - ci dicono -, con scambi di soldi e pacchettini dall’aria molto sospetta. Muri sporchi di alcool, cenere e urina anche dentro il cortile del palazzo. Ma non solo: avventori del bar che urinano contro le porte della chiesa, che urlano e bestemmiano nel cuore della notte, che deridono e sbeffeggiano persino il poliziotto chiamato a sedare la rissa”.
“Sfidiamo chiunque a vivere con il pensiero di dover affrontare un’altra estate di schiamazzi, urla, musica e disturbi di vario genere, e a pensare che sia il bar Oops a essere vittima di questa situazione insopportabile”.
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